Innovazioni e Sostegno Ambientale

Tradizionale allevamento  tipo “estensivo” dei paesi tropicali

Le esigenze termiche più o meno restrittive delle varie specie dei crostacei hanno favorito lo sviluppo di questo settore dell’acquacoltura nei paesi delle fasce tropicali e subtropicali, seguendo il modello di allevamento “estensivo”, cioè

impostato sul minor sforzo possibile e sullo sfruttamento massimo degli ambienti naturali anche in considerazione che tali siti detti “laghetti” essendo già colonizzati dalle specie in questione sembravano dare le migliori garanzie di successo.

Purtroppo i problemi connessi a questo tipo di allevamento (oltre a scarso rispetto ambientale, perché per ospitare gli allevamenti vengono distrutti i preziosi mangrovieti) sono soprattutto l’assoluto non controllo del ciclo biologico dei gamberi che sono oggetto di predazione, commensalismo, patologie non identificabili ed eventuali malnutrizioni dovuti ad una catena alimentare che può andare incontro a molteplici variabili, inoltre non sempre c’è la possibilità di reperire le vaste aree necessarie fornite da acque idonee per tali allevamenti.

Allevamento innovativo di tipo “iperintensivo”

Nostro allevamento di tipo “iperintensivo” fuori terra presenta strutture più articolate, in funzione della quantità di intensivazione perseguita, situate vicino (300 m) al mare con l’acqua marina salata. E una sistema di tipo chiuso, con il controllo accurato dei parametri ambientali di stabulazione in quanto totalmente svincolati dalle variabili ambientali, ed un’ottimale programmazione produttiva, mentre il controllo sanitario, continuativo e puntualmente mirato, è inteso ad evitare la proliferazione di organismi nocivi. L’impianto in oggetto si avvale di nuove tecnologie che intendono migliorare le condizioni di
controllo ed il benessere fisiologico degli animali allevati, elevando la produttività e
riducendo al contempo l’impatto ambientale.

  1. L’uso di sistemi protetti (serre) per avere la possibilità di riscaldare economicamente le acque in circuito con l’aiuto del sistema solare che è fonte energetica rinnovabile ed ecologica.
  2. Per aiutare il sistema solare delle serre a raggiungere in modo economico le temperature ottimali si utilizza una sistema di ricircolazione delle acque con depurazione continua in modo da evitare eccessivi ricambi che contrasterebbero l’economicità del riscaldamento.
  3. Lavorando in ambiente protetto (serre) vengono garantite le migliori condizioni di lavoro per gli addetti alle operazioni di allevamento inoltre  non esistono conflittualità con le specie aviarie esistenti sul territorio che creano numerosi problemi negli allevamenti tradizionali.
  4. L’area occupata è estremamente modesta se raffrontata ad impianti tradizionali di pari produzione inoltre non è necessario insistere su zone umide od ecologicamente fragili abbisognando di un semplice terreno piano sabbioso od argilloso con possibilità di addurre e scaricare acqua marina.
  5. La depurazione continua contribuisce altresì a limitare la quantità delle acque necessarie all’allevamento con una minore spesa di pompaggio e più snelle opere di presa  (circa un cinquantesimo delle acque necessarie ad allevamenti di pari produzione) , inoltre la qualità delle acque reflue permette di evitare impatti ambientali nel luogo di scarico.
  6. La creazione di un fondo percolante consente di evitare tutti i problemi connessi all’accumulo degli escrementi (produzione di cataboliti nocivi del circuito anossico) e quindi si possono intensivare le concentrazioni con la salvaguardia delle condizioni fisiologiche che oltretutto portano vantaggio alla qualità del prodotto.
  7. La metodologia di trattamento dei reflui per l’allontanamento di sostanze nutritive (principalmente azoto e fosforo), inteso ad abbattere fenomeni di eutrofizzazione dei corpi idrici recettori, consiste nell’installazione di filtri meccanici per la preventiva rimozione del particolato e di filtri biologici a fissazione/trasformazione per le sostanze organiche disciolte.

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