Dalla UE 537 milioni per la pesca italiana

Fotografia di Hello Fish!

E’ la Spagna il Paese europeo che riceve i maggiori aiuti dall’Europa per sostenere la propria pesca. L’Italia è solo terza.

Il conto degli aiuti di stato

Il grafico sopra mostra la quantità di soldi provenienti dal fondo europeo Emff, dedicato alla pesca e all’acquacoltura (in verde), e i soldi che per lo stesso scopo vengono impiegati da ogni singolo Stato (in rosso). Il risultato è che la Spagna riceve dal fondo Emff oltre 1,1 miliardi, la Francia 588 milioni e l’Italia 537. Ma l’Italia è anche il Paese che stanzia più soldi propri rispetto ai Paesi che la precedono: 440 milioni rispetto ai soli 186 milioni della Francia e ai 396 della Spagna. Il 45% del totale degli aiuti concessi al settore marittimo italiano viene, quindi, da risorse nazionali rispetto al 24% della Francia e al 25% della Spagna.

Il caso polacco

Per il periodo di programmazione 2014-2020, il Fondo Emff è stato dotato di 6 miliardi e 396 milioni. Tra i beneficiari di queste risorse che è anche la Polonia, quarta in classifica, che ha ottenuto di poter spendere, sempre entro il 2020, 531 milioni europei, ovvero, appena 6 milioni in meno rispetto all’Italia, nonostante che il suo accesso al mare si limiti a qualche centinaia di chilometri a nord del Paese. Eppure, nonostante questo, l’industria ittica della Polonia è una delle più importanti d’Europa e un comparto che trascina il Pil del Paese grazie alle 468.900 tonnellate di prodotto trasformato ogni anno. La Polonia rifornisce buona parte dell’Europa occidentale con prodotti ittici trasformati come salmone e trota affumicati.

Spendiamo 170 euro l’anno

In termini di spesa pro capite le i prodotti ittici, in testa alla classifica c’è invece il Portogallo, che riceve aiuti europei solo nella misura di 392 milioni, incrementati da altri 115 milioni provenienti da risorse nazionali. I portoghesi spendono ogni anno 311 euro in pesce seguiti dagli spagnoli (216) e lussemburghesi (202) mentre l’Italia si trova in quarta posizione con una spesa procapite di 170 euro, salita dello 0,6% tra il 2014 e il 2015. I polacchi, invece, sono terzultimi in classifica con una spesa procapite di appena 24 euro l’anno.

Fonte: © Formatlab s.r.l. – Leggi l’articolo originale

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