Colesterolo: frutti di mare assolti

Fotografia di © Leaf Group Ltd.

Abbiamo sentito spesso dire, e abbiamo anche più volte letto, che crostacei e molluschi sono ricchi di colesterolo e che quindi è meglio evitarli, ma è proprio vero?

Esplora il significato del termine: Il «rischio» rappresentato da crostacei e molluschi come fonti di colesterolo è stato ampiamente ridimensionato per due motivi.

  1. Il primo riguarda la revisione del quantitativo di colesterolo di alcuni prodotti (come vongole, ostriche e capesante) che si nutrono di alghe, nei quali, grazie a tecniche più sofisticate, si è visto che una parte di quello che era considerato colesterolo è rappresentato da fitosteroli, che addirittura possono contribuire a diminuire i livelli di colesterolo attraverso la riduzione del suo assorbimento intestinale.
  2. Il secondo motivo porta a vedere con occhi più benevoli anche quei prodotti, specie i gamberi, il cui contenuto di colesterolo è realmente elevato. Infatti, è assodato che il colesterolo presente negli alimenti influenza il nostro assai meno di altri grassi come quelli contenuti in formaggi e carni grasse.

E i gamberi, e più in generale i crostacei e i molluschi, al di là del colesterolo, contengono pochi grassi saturi e apportano un discreto quantitativo di acidi grassi omega 3 a lunga catena, importanti per la salute del cuore.

La conferma che, almeno nelle persone sane, il consumo di gamberi non avrebbe una influenza negativa sul colesterolo, giunge anche da un recente studio in cui si è visto che l’inserimento nella dieta di 200 grammi di gamberetti al giorno, per 4 settimane, non comportava aumenti significativi del colesterolo totale o del colesterolo LDL (quello «cattivo»).

E un moderato consumo di gamberi non è vietato neppure a chi ha già alto il suo colesterolo, a patto che ne tenga conto nelle altre scelte alimentari della giornata.

!!! Attenzione poi a come si cucinano questi alimenti: diamo la preferenza alle cotture al vapore o alla griglia e condiamo con olio di oliva extravergine.

Carla Favaro
Nutrizionista e docente di Dietologia Fisiologica presso la Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione Università degli Studi di Milano-Bicocca

Sorgente: Correre Della Sera,  © RCS Mediagroup S.p.a. – Leggi l’articolo originale

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