Allevamento di cozze a San Vito – pescatori della costa preoccupati

Fotografia di il © Centro
Fotografia di il © Centro

La richiesta di concessione per 2,5 milioni di metri quadri di mare è arrivata a Regione e Capitaneria Operatori in allerta da Ortona a Rocca San Giovanni: progetto imponente, non c’è spazio per pescare.

Spaventa la richiesta di concessione pervenuta alla Capitaneria di porto di Ortona e alla Regione di uno specchio di mare di ben 2.500.000 metri quadrati nel tratto antistante la costa di San Vito per la realizzazione di un impianto tecnologico per la produzione e l’allevamento di cozze. Se si contano altre richieste di concessioni in arrivo e le cosiddette “fasce di rispetto” che devono circondare questo tipo di impianti e che sono interdette alla pesca e alla navigazione, significherebbe parlare di oltre 4 milioni di metri quadri impegnati e sottratti alla pesca. Una porzione enorme di spazio “chiuso” che, a meno di due miglia dalla costa (2,7 chilometri), porterebbe all’interdizione della pesca da Ortona a Rocca San Giovanni.

I primi a lanciare l’allarme sono proprio gli operatori della piccola pesca della Costa dei trabocchi, che in questi giorni si stanno riunendo per chiedere maggiori informazioni ed iniziare una raccolta di firme che porti alla bocciatura del progetto. Il timore principale, infatti, è il fatto di non poter pescare più dato che, tolte le aree sottocosta dove è interdetta la pesca, le foci dei fiumi e le eventuali fasce di rispetto, lo spazio a disposizione risulterebbe davvero esiguo.

«Siamo venuti a sapere del progetto per caso», racconta un pescatore, «spulciando su internet. Nessuno ci ha consultati e nessuno ci ha informati di questo progetto che decreterebbe la fine delle nostre attività».

Il progetto è imponente. Secondo la relazione tecnica allegata alla richiesta di concessione, l’impianto sarà composto da filari issati al fondale e visibili grazie a delle boe. Nello specifico l’impianto sarà formato da 14 campate lunghe 2.450 metri l’una e 22 filari posti a 45 metri ciascuno. La richiesta di concessione è datata 26 agosto.

Da allora si è già riunita diverse volte la commissione regionale della pesca e dell’acquacoltura che vede coinvolti tra gli altri la Federcopesca, la cooperativa di piccola pesca Sant’Andrea, l’assessore regionale Dino Pepe, il presidente del consiglio comunale di Ortona, Ilario Cocciola, la Cciaa di Chieti. In una delle ultime sedute la commissione si è espressa favorevolmente sull’idea di incrementare l’acquacoltura, ovvero la produzione di organismi acquatici a basso impatto ambientale e molto sovvenzionata dalla Comunità europea, ma ha giudicato negativamente l’estensione dell’impianto che metterebbe a rischio le attività della piccola pesca e inibirebbe la nascita di altri progetti simili.

Ma l’iter è ancora lungo. Anche il Comune di Rocca San Giovanni boccia il progetto: «Siamo e saremo al fianco dei nostri pescatori», chiarisce il sindaco Gianni Di Rito, «siamo disposti anche ad andare al Tar. Non siamo contrari all’allevamento, ma alla sua localizzazione ed estensione». Ha promesso di informarsi meglio anche il sindaco di San Vito, Rocco Catenaro.

Sorgente: © il Centro, © Daria De Laurentiis – Leggi l’articolo originale

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