Dieta da rientro: per il 75% degli italiani vince il pesce

Fotografia di © qwerty antonino (flickr)
Fotografia di © qwerty antonino (flickr)

Più pesce a tavola per prolungare i benefici dell’estate, ma anche per porre rimedio a qualche chilo di troppo accumulato durante le vacanze.

A pensarla così sono tre italiani su quattro, secondo i quali la ‘dieta da rientro’ deve essere a base di verdura e frutta ma anche di proteine nobili contenute appunto nei prodotti ittici. E’ quanto emerge da un‘indagine della Federcoopesca-Confcooperative che, visto il periodo dei buoni propositi alimentari, stila anche la classifica dei pesci più light, dal nasello, all’orata, ai gamberi d’acqua dolce.

Per i problemi di peso, Federcoopesca ricorda che tra i pesci magrissimi, con un contenuto di grassi inferiore all’1%, ci sono nasello, orata, razza, gamberi d’acqua dolce, polpi; hanno un contenuto di grassi dall’1% al 3%, invece, sogliola, spigola, trota, palombo, rombo, calamari, seppie, mitili, ostriche e vongole; tra i semigrassi, tra il 3% e il 10%, ci sono dentice, triglia, tonno, pesce spada, salmone, sarde. Qualche grasso in più, oltre al 10%, ma sempre molto contenuto rispetto ad altri prodotti alimentari, hanno invece aringa, anguilla e sgombro.

Altra regola d’oro, per un menu che pesi poco sulla bilancia ma anche sul portafogli, è scegliere il prodotto di stagione che garantisce la freschezza e permette di risparmiare fino al 30% rispetto ad altre specie: settembre è il mese di acciuga, dentice, nasello, orata, pesce spada, sardina, sgombro, sogliola e triglia.

Inoltre – segnala l’organizzazione – un cambio di dieta potrebbe essere utile, visto che in Italia si consumano meno di 20 chilogrammi l’anno di prodotti ittici, di cui appena il 15% con alto contenuto di omega 3.

Quanto alla preparazione i metodi più indicati da Federcoopesca-Confcooperativa sono la bollitura, la griglia e il forno. Gli omega 3 essendo grassi insaturi, sono instabili e degradano facilmente se sottoposti- si rammenta inoltre- ad una cottura prolungata.

I pesci grassi aiutano a dormire meglio – Se poi oltre al “controllo” del peso si vuole anche dormire meglio, allora bisogna prediligere i pesci un po’ più grassi. Lo evidenzia una ricerca dell’Università norvegese di Bergen che ha testato positivamente gli effetti del consumo di pesce grasso sul sonno, nonché su alcuni parametri legati alla vitamina D e agli omega 3, di cui questo alimento rappresenta la principale fonte alimentare. Alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che adulti e bambini con bassi livelli ematici di omega 3 e di vitamina D presentano un maggior rischio di disturbi della qualità del riposo. Un’informazione che potrebbe interessare i tanti connazionali che soffrono di insonnia, pari a circa un terzo della popolazione.

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