Fritto sì… fritto no?

Fritto di pesce e gamberi, © Paolo Signorini
La fotografia di © Paolo Signorini

Il fritto fa male, il fritto fa ingrassare, la frittura non si può mangiare soprattutto se si è a dieta. Queste sono le domande e i luoghi comuni più diffusi… Ci piacerebbe fare un po’ di chiarezza.

A meno che non siano presenti patologie epatiche o pancreatiche molto gravi che ne sconsiglino l’uso, la frittura e i fritti non fanno male, anzi. Stimolano il fegato e lo aiutano a lavorare più velocemente, accelerando quindi il metabolismo, a patto che sia preparata rispettando alcune regole e che sia ben bilanciata ed associata all’interno del pasto con altri alimenti scelti appositamente.

Quindi, il fritto non deve essere demonizzato. Inserire in modo frequente, anche un paio di volte a settimana una bella frittura e anche dei soffritti ha molti vantaggi sullo stimolo metabolico e quindi sul dimagrimento. Non bisogna sempre preoccuparsi solo delle calorie dei cibi, ma soprattutto della risposta ormonale che un alimento produce all’interno dell’organismo.

Una bella frittura di pesce può essere consumata almeno una volta a settimana.

Quale pesce? Possiamo andare da il classico fritto di calamari e gamberi, passando per le alici fritte (ricche di Omega-3) ad un fritto di paranza. La cosa importante che bisogna considerare è la qualità del fritto! Cioè la frittura deve essere molto asciutta, e l’alimento non deve essere imbibito di olio, altrimenti risulterà pesante e poco digeribile e perderà il suo potenziale benefico.

Quindi è importante: utilizzare un olio di qualità (olio extra vergine di oliva oppure olio di arachidi o olio di girasole, possibilmente spremuti a freddo); controllare la temperatura dell’olio (160°C- 180°C, se l’olio fuma e emette un odore acre gettarlo via per evitare di ingerire l’acroleina); evitare di riutilizzare l’olio da frittura; ridurre i tempi di cottura per evitare che gli alimenti fritti si colorino eccessivamente (l’acrilamide è una sostanza cancerogena che si trova nelle parti bruciacchiate o scure)

E’ importante l’associazione del fritto durante il pasto. Per esempio: posso abbinare un fritto di calamari e gamberi con una insalata verde con carote e finocchi, aggiungendo alla fine una fetta di ananas. Questa associazione è molto drenante e dimagrante, poichè avrò lo stimolo del fegato con il fritto, lo stimolo della tiroide (grazie allo iodio presente nel pesce) e l’azione drenante e diuretica della verdura cruda dell’ananas. Non ci credete? Provate e fateci sapere.

© Dr. Loreto Nemi

Laureato in Dietistica presso l’Università Cattolica di Roma e specializzato in Scienze della Nutrizione Umana presso l’Università di Tor Vergata. Si è perfezionato in Fitoterapia e ha un master in Bioterapia Nutrizionale. Svolge la professione di Dietista e Nutrizionista in ambito privato a Roma e a Frosinone ed è esperto per il trattamento dietetico del sovrappeso e dell’obesità. Tiene corsi e convegni di educazione alimentare. Ha un blog molto cliccato dove scrive articoli su nutrizione, alimenti, dieta e salute. Visita il blog

Sorgente: © frescopesce.it – Leggi l’articolo originale

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