Frutti di mare nella dieta dei bambini

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Fotografia di © frescopesce.it

Secondo un recente studio del Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia) introdurre frutti di mare nell’alimentazione dei bambini sin dalla primissima infanzia aiuta a proteggerli dalle allergie almeno fino a quando compiranno 12 anni. L’effetto positivo è dovuto alla presenza nel pesce degli Omega-3, gli acidi grassi che, tra gli altri numerosi benefici esercitati sulla salute, aiutano anche il sistema immunitario a svilupparsi correttamente.

Il pesce possiede inoltre molti nutrienti di elevato valore biologico, come le proteine in quantità non lontane da quelle della carne (circa 15-20 g per 100 g) e si tratta poi di proteine altamente digeribili. Rispetto alla carne, anche il più grasso dei pesci cosiddetti grassi (come luccio o anguilla) contiene in media meno grassi e di ottima qualità (i tanto salutari Omega-3).

Purtroppo, nonostante gli innegabili vantaggi, da una ricerca dei Medici Pediatri dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, è emerso che i bambini italiani consumano in media una porzione di pesce alla settimana, contro le 2-3 porzioni consigliate dalle linee guida della SINU (Società Italiana Nutrizione Umana).

Pesce crudo è vietato? Se una volta il pesce che finiva crudo sulle nostre tavole si limitava alle alici marinate, oggi è piuttosto diffuso mangiare carpacci di pesce spada, salmone, tonno, sushi o sashimi, dentro e fuori casa. Ma sono adatti a tutta la famiglia?

“Come tutti gli alimenti crudi di origine animale (latte, uova, carne), anche il pesce, se non cotto, dovrebbe essere consumato con la dovuta cautela” spiega Maria Caramelli nel libro Per non scoprirlo mangiando… La sicurezza alimentare nel nostro Paese (Instar Libri). La cottura, infatti, distrugge germi, batteri e parassiti che se ingeriti possono causare infezioni alimentari e intossicazioni.

“In particolare, nei pesci di mare si può trovare l’Anisakis, un parassita che può causare dolori addominali, vomito, diarrea, febbre (lieve) e in alcune persone ulcere e allergie anche piuttosto serie. Anche se è bene ricordare che spesso l’infezione si manifesta solo con lievi sintomi” spiega la direttrice dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

Per non rinunciare al piacere del pesce crudo è bene dunque seguire alcune regole elementari: pulirlo subito, lavarlo con cura e conservarlo nel freezer prima del consumo. “È possibile uccidere le larve di Anisakis congelando il pesce a -20° almeno per 24 ore, o nel freezer di casa a -15° per 3 giorni: procedura da seguire anche se si vogliono marinare i filetti, perché la marinatura non inattiva completamente le larve. In ogni caso, il sistema immunitario dei bambini, così come del resto quello degli anziani, è più vulnerabile, per cui consiglio di dare solo pesce ben cotto, anche se generalizzare è difficile poiché le difese immunitarie variano molto da individuo a individuo”. E per un pasto fuori casa consiglia di scegliere con cura il ristorante e magari di chiedere al personale le modalità di congelamento, “nel rispetto della normativa europea che obbliga a congelare il prodotto da servire crudo”.

Il sushi, quindi, è da evitare entro i tre anni, perché un’infezione gastroenterica a questa età può causare maggiore disidratazione e compromissione delle condizioni del bambino: perché più è piccolo più velocemente si disidrata e l’infezione può avere un decorso più complicato” spiega Ilaria Giulini Neri, pediatra ed esperta in nutrizione dell’Ospedale di Melegnano e del Centro Icans dell’Università di Milano.

Ma per ulteriore prudenza, Giuseppe Morino, responsabile dell’Unità di educazione alimentare dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, lo sconsiglia prima dei sei anni: “il pesce è un alimento importante nell’alimentazione infantile, ma per mangiarlo crudo meglio aspettare” conclude.

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